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Questa è una guida, non una notizia. Mettiamo in fila la cosa che ci viene chiesta più spesso: come si arriva al numero che decide tutto. Le regole sono quelle del DM n. 941 del 10 luglio 2026, che per il 2026/2027 sostituisce i decreti dell'anno precedente.

Primo passo: il voto di ogni esame. Ogni esame è valutato in trentesimi, e la lode vale un punto in più. Se sostieni la stessa materia a entrambi gli appelli, conta automaticamente il voto più alto, purché sia almeno 18/30. Accetti o rifiuti i voti solo alla fine, entro le 23:59 del giorno dopo gli esiti del secondo appello. Se non scegli, il voto è accettato.

Secondo passo: le sezioni. La graduatoria non è una lista sola. È divisa in tre sezioni, secondo il numero di esami superati con almeno 18/30: nella prima chi ne ha tre, nella seconda chi ne ha due, nella terza chi ne ha uno. Chi sta in una sezione precede sempre tutti quelli delle sezioni sotto, qualunque sia il punteggio. La prima sezione è la strada piena. Chi è nella seconda o nella terza può comunque ottenere un posto, se ne restano, ma deve recuperare i crediti mancanti prima del secondo semestre.

Terzo passo: il punteggio. Per chi ha tutti e tre gli esami il punteggio è 300 punti più la somma dei voti accettati. Nella seconda sezione si parte da 200 punti più la somma dei due voti, nella terza da 100 punti più il voto dell'unico esame superato. I punti di base sono uguali per tutti quelli della stessa sezione: servono a tenere le sezioni separate, non a distinguere fra te e il tuo vicino. Nella prima sezione quello che ti distingue è solo la somma dei tre voti, da 54 a 93 (la lode vale un punto).

Per questo le sezioni non si scavalcano: nella seconda si arriva al massimo a 262 punti, nella prima si parte da 354. Chi ha due 30 e la terza materia sotto il 18 sta comunque dietro a chi ha 18-18-18.

Quarto passo: le sedi. Il punteggio non ti dà un posto, ti dà una posizione. Poi il sistema scorre la tua lista di preferenze dall'alto e ti assegna la prima sede dove c'è ancora posto quando arriva il tuo turno.

Cosa se ne ricava, in concreto.

Un punto in più in una materia vale esattamente quanto un punto in più in un'altra. Non ci sono materie che «pesano di più»: pesano tutte uguale nella somma. Ma una materia non superata ti fa scendere di sezione: parti da 200 invece che da 300 e finisci dietro a tutta la prima sezione.

Ne segue la strategia meno intuitiva e più giusta: prima porti tutte e tre sopra il 18, poi alzi. Portare Biologia da 26 a 29 vale poco se Fisica è a 16.

E la lista delle sedi va costruita con la stessa freddezza: almeno dieci sedi in ordine (puoi indicarle anche tutte), guardando quanti posti ha ciascuna.

Le fonti.

Domande frequenti.

Come si calcola il punteggio in graduatoria nel semestre filtro?

Chi ha superato tutti e tre gli esami ha 300 punti più la somma dei voti accettati, da 54 a 93 (la lode vale un punto). I 300 punti sono uguali per tutti quelli della prima sezione; nella seconda si parte da 200, nella terza da 100.

Se ripeto un esame al secondo appello, quale voto conta?

Non serve rifiutare per riprovare: se sostieni entrambe le prove vale automaticamente il punteggio più alto, purché sia almeno 18/30. Accetti o rifiuti i voti solo alla fine, entro le 23:59 del giorno dopo gli esiti del secondo appello. Se non scegli, il voto è accettato. Un voto rifiutato non conta in graduatoria e può farti scendere di sezione.

Un voto alto in una materia compensa un'insufficienza in un'altra?

No. Le materie pesano uguale nella somma, ma se una resta sotto il 18 finisci in una sezione inferiore, dietro a tutti quelli che hanno passato tutte e tre. Da lì puoi ottenere un posto solo se ne restano, e devi recuperare i crediti mancanti.

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